La manutenzione caldaia è un'attività fondamentale per assicurare il corretto funzionamento dell'impianto e garantire il massimo comfort a livello abitativo. Non sono rari i casi in cui una caldaia che funziona correttamente si interrompa nei giorni freddi dell'anno.
La manutenzione periodica serve proprio ad evitare queste situazioni. È un obbligo di legge, ma è anche un modo concreto per ridurre i consumi, allungare la vita dell'impianto e riscaldare la casa in sicurezza.
In questa guida vediamo cosa si intende per manutenzione e revisione della caldaia, quali operazioni esegue il tecnico, ogni quanto vanno fatte, quali segnali indicano un problema e quali documenti devono essere rilasciati dal produttore, installatore e manutentore.
Manutenzione caldaia e altri controlli: facciamo chiarezza
Quando si parla di manutenzione caldaia si utilizzano spesso diversi termini, che spesso possono causare confusione. In realtà, gli interventi principali da eseguire sono tre.
La prima è la manutenzione ordinaria. Si tratta dell'insieme delle operazioni di pulizia, verifica e regolazione che mantengono la caldaia efficiente e sicura. La sua frequenza è indicata dal produttore nel libretto di uso e manutenzione o dall'installatore. Nella maggior parte dei casi la cadenza consigliata è annuale.
Il controllo di efficienza energetica, chiamato comunemente "prova fumi" o "bollino", è la verifica dei parametri di combustione e del rendimento della caldaia. Si esegue durante la manutenzione, con una cadenza stabilita dalla legge in base al combustibile e alla potenza dell'apparecchio. Al termine il tecnico compila il Rapporto di Controllo di Efficienza Energetica (RCEE).
Oltre a questi, possono anche essere previsti altri interventi più approfonditi, come lo smontaggio e pulizia accurata dei componenti, sostituzione delle parti usurate e verifica completa del funzionamento. Queste operazioni possono coincidere con una manutenzione straordinaria, per esempio quando serve cambiare lo scambiatore, il circolatore, la valvola gas o la scheda elettronica.
Manutenzione caldaia: ogni quanto va effettuata
Il riferimento nazionale è il DPR 74/2013. Per le caldaie a gas con potenza fino a 100 kW, a livello nazionale il controllo di efficienza energetica è previsto ogni 4 anni. Le Regioni però possono fissare regole più restrittive, e la Lombardia lo ha fatto.
Per le caldaie a metano o GPL con potenza termica al focolare da 5 kW a meno di 35 kW, cioè la quasi totalità delle caldaie domestiche, Regione Lombardia prevede il controllo di efficienza energetica ogni due anni.
Questo non significa che la caldaia vada controllata solo ogni due anni. La manutenzione ordinaria segue le indicazioni del produttore, che nella maggior parte dei casi raccomanda un intervento annuale. Ogni due anni, a questa manutenzione si aggiunge la prova fumi con il relativo rapporto.
Il controllo di efficienza energetica va inoltre eseguito anche fuori dalla scadenza ordinaria, per esempio alla prima messa in servizio dopo la sostituzione della caldaia o dopo interventi che modificano in modo rilevante l'impianto.
La responsabilità di rispettare queste scadenze ricade sul responsabile dell'impianto, come l'occupante dell'abitazione, il proprietario se l'immobile è vuoto, l'amministratore nel caso di impianti centralizzati condominiali, oppure un terzo responsabile a cui è stata affidata la gestione. Chi non esegue manutenzione e controlli rischia una sanzione amministrativa, oltre a esporsi a problemi con l'assicurazione in caso di incidente.
Cosa fa il tecnico durante la manutenzione caldaia
Una manutenzione fatta bene non si limita a una rapida occhiata. Le operazioni principali sono queste.
Il tecnico verifica prima lo stato generale dell'apparecchio e del locale di installazione, controllando che le aperture di ventilazione siano libere e che la caldaia sia installata correttamente.
Passa poi alla pulizia del bruciatore e dello scambiatore primario, dove si accumulano residui che riducono lo scambio termico e aumentano i consumi. Nelle caldaie a condensazione pulisce anche il sifone di scarico della condensa, che se ostruito può mandare in blocco l'apparecchio.
Controlla gli elettrodi di accensione e di rilevazione della fiamma, la pressione dell'impianto e la precarica del vaso di espansione, una delle cause più frequenti di cali di pressione e interventi della valvola di sicurezza.
Verifica il corretto funzionamento dei dispositivi di sicurezza, come il termostato limite, il pressostato e la valvola di sicurezza, e controlla la tenuta del circuito gas e dei raccordi.
Esamina il sistema di scarico fumi e di aspirazione dell'aria comburente, per escludere ostruzioni, perdite o ritorni di fumo nell'ambiente.
Quando previsto esegue l'analisi di combustione, misurando con uno strumento apposito i valori di monossido di carbonio, anidride carbonica, ossigeno e il rendimento della caldaia, per confrontarli con i limiti di legge.
Infine, aggiorna il libretto di impianto e rilascia la documentazione dell'intervento.
Manutenzione caldaia: i segnali che indicano la necessità di manutenzione
Oltre alle scadenze programmate, ci sono segnali che non vanno ignorati e che richiedono un controllo anche prima della manutenzione prevista. Ecco i principali segnali che devono essere monitorati:
- La pressione dell'impianto cala spesso e bisogna ricaricare più volte l'acqua nel corso della stagione.
- Rumori insoliti come colpi, fischi, gorgoglii o ronzii continui possono dipendere da aria nell'impianto, calcare nello scambiatore o un circolatore che inizia a cedere.
- L'acqua calda sanitaria non è stabile, alterna caldo e freddo o impiega molto tempo ad arrivare alla temperatura giusta.
- La caldaia va spesso in blocco o mostra codici di errore ricorrenti sul display.
- Si notano perdite d'acqua, tracce di ruggine o gocciolamenti sotto l'apparecchio.
- Le bollette del gas aumentano senza che siano cambiate le abitudini di utilizzo: è il segno tipico di un rendimento in calo.
- Nelle caldaie più vecchie con fiamma visibile, una fiamma gialla o arancione invece che blu indica una combustione non corretta.
- Si avverte odore di gas o di bruciato, oppure scatta il rilevatore di monossido di carbonio. In questo caso non si tratta di aspettare la manutenzione: bisogna spegnere la caldaia, aprire le finestre, non azionare interruttori elettrici e chiamare subito il pronto intervento gas.
Nel caso in cui si dovessero presentare questi segnali, è importante contattare un tecnico per individuare la causa e intervenire prima che il problema diventi più importante.
Manutenzione caldaia: Quando conviene sostituire la caldaia invece di ripararla
Una caldaia ben mantenuta può durare a lungo, ma prima o poi arriva il momento in cui continuare a ripararla non ha più senso, né dal punto di vista economico né da quello dell'efficienza. Capire quando si è arrivati a quel punto non è sempre immediato, ma ci sono alcuni elementi che aiutano a fare una valutazione ragionata.
Il primo è sicuramente l'età dell'apparecchio. Superati i 12-15 anni, i guasti tendono a diventare più frequenti e il rendimento totale si allontana sempre di più dai modelli moderni, anche quando vengono effettuate regolarmente tutte le operazioni di manutenzione caldaia. A questo si aggiunge spesso la difficoltà di trovare i pezzi di ricambio, perché molti modelli più vecchi sono ormai fuori produzione e ogni riparazione rischia di trasformarsi in una lunga attesa, magari proprio nel pieno dell'inverno.
Conta poi il rapporto tra il costo delle riparazioni e il valore della caldaia. Se gli interventi si fanno sempre più ravvicinati, o se il tecnico propone la sostituzione di un componente importante come lo scambiatore, il circolatore o la scheda elettronica, conviene fermarsi a fare due conti: quando la spesa per la riparazione si avvicina a una parte consistente del prezzo di una caldaia nuova, investire su un apparecchio vecchio raramente ripaga, anche perché continuerà a consumare più gas di un modello moderno.
In alcuni casi la decisione è di fatto già presa dalla normativa. Se durante il controllo di efficienza energetica il rendimento della caldaia risulta inferiore ai limiti di legge e non è possibile riportarlo nei parametri con una regolazione o una riparazione, il responsabile dell'impianto è tenuto a intervenire e la sostituzione diventa inevitabile. Lo stesso vale, in termini di sicurezza, per le vecchie caldaie a camera aperta installate in ambienti abitati, una soluzione ormai superata rispetto agli apparecchi a camera stagna.
La sostituzione della caldaia, anche se può richiedere costi non indifferenti, rappresenta comunque la possibilità di installare un impianto più performante e moderno, in grado di garantire un'efficienza elevata e un ottimo comfort abitativo. Per ridurre l'investimento iniziale è utile verificare anche le agevolazioni disponibili per la caldaia.
Certificazioni e documenti: cosa devono rilasciare produttore, installatore e manutentore
Una caldaia funzionante e a norma deve essere in possesso di tutta la documentazione prevista dalla legge. Ecco i principali certificati da rilasciare e le figure responsabili.
I documenti del produttore
Il produttore deve fornire la caldaia con marcatura CE e relativa dichiarazione di conformità europea, il libretto di installazione, uso e manutenzione, la scheda prodotto e l'etichetta energetica previste dalle norme europee, e il certificato di garanzia. Molti produttori subordinano la garanzia convenzionale alla prima accensione eseguita da un centro assistenza autorizzato e al rispetto delle manutenzioni periodiche: per questo conviene conservare tutti i rapporti di intervento.
I documenti dell'installatore
Chi installa la caldaia deve essere un'impresa abilitata ai sensi del DM 37/2008 e al termine dei lavori deve rilasciare la dichiarazione di conformità dell'impianto, con i relativi allegati obbligatori. Deve inoltre compilare il libretto di impianto, registrare l'impianto nel CURIT, il catasto regionale degli impianti termici lombardo, ed eseguire il primo controllo di efficienza energetica.
I documenti del manutentore
Dopo ogni intervento il manutentore deve aggiornare il libretto di impianto e rilasciare un rapporto che descrive le operazioni eseguite. Quando è previsto il controllo di efficienza energetica compila anche l'RCEE, che va allegato al libretto. In Lombardia la verifica si chiude con la DAM, la Dichiarazione di Avvenuta Manutenzione, che ha valore ai fini regionali solo se completa dei dati e dei contributi previsti e registrata nel CURIT.
Anche il manutentore ha precise responsabilità: chi non redige e sottoscrive il rapporto di controllo rischia sanzioni da 1.000 a 6.000 euro. Per questo è importante affidarsi sempre a un'impresa qualificata, che si occupi di tutta la parte documentale oltre che di quella tecnica.
Manutenzione caldaia: affidati a Gruppo Clima
Programmare la manutenzione con regolarità è la scelta migliore per avere una caldaia sicura, efficiente e sempre in regola con le normative. Quando invece l'impianto mostra i segni dell'età, una valutazione tecnica può aiutare a capire se conviene o meno passare ad una caldaia moderna, come una caldaia a condensazione o una soluzione con pompa di calore.
Gruppo Clima si occupa di manutenzione caldaie a Brescia e provincia, oltre che di controllo fumi, revisione e sostituzione, seguendo anche tutta la parte documentale, dall'aggiornamento del libretto di impianto alla registrazione nel CURIT. Contattaci per programmare il prossimo intervento o per una consulenza sulla sostituzione della tua caldaia.